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La solitudine in adolescenza

Carmela Avenia,
psicologa del "Centro Donna George Sand".
pubblicato il 24/04/14

ragazza rannicchiata sola su un muretto La solitudine viene percepita come una sensazione di disagio interiore causata dalla mancanza di rapporti sociali gratificati che provoca apatia, tristezza e tendenza ad isolarsi chiudendosi in se stesso.
In adolescenza poi questa rappresenta una sorta di tappa forzata a causa di tutti i cambiamenti psicofisici vissuti in questo periodo così delicato.
Il sentirsi soli deriva dalla percezione del cambiamento di se stessi e del rapporto con gli altri, dalla confusione di non percepirsi più bambino ma nel contempo non sapere ancora chi si è.
In questa fase della sua vita l’ adolescente esce dal conteso familiare e cerca nuove relazioni, si confronta con gli altri e a volte prova smarrimento e disorientamento proprio dall’ evoluzione dei suoi rapporti sociali: gli amici d’ infanzia si allontanano perché cambiano gli interessi comuni, i nuovi amici anch’ essi immersi in questa fase , anch’essi sensibili, incerti, vulnerabili, rappresentano l’ ignoto.
Negare o ignorare a se stessi e agli altri questa difficoltà non rappresenta la soluzione ma anzi così facendo si rischia di ingigantire un problema che se adeguatamente affrontato viene risolto in poco tempo in modo del tutto naturale.
Ecco come superare allora questa fase transizionale.
Innanzitutto analizzare se stessi e risalire alla causa di questo malessere psicologico, affrontare la solitudine senza regredire nascondendosi nella protezione del guscio familiare, rifiutando e temendo il confronto con i pari, ma neanche esagerare dimostrandosi spavaldi, eccessivamente sicuri di se, fingendo una falsa sicurezza che non avrebbe nessuna utilità ma anzi risultare dannosa.
I ragazzi devono sapere che questa è una vera e propria fase di passaggio durante la quale è di fondamentale importanza per la propria autostima stringere nuovi rapporti d’ amicizia, avvicinarsi agli altri con sincerità e non temere di farsi conoscere per quello che si è ma nel contempo appoggiarsi agli adulti , chiedendo loro, nei momenti di difficoltà, aiuto e conforto per potere un giorno ricordare questo periodo con un sorriso.

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