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IL RAPPORTO CON I GENITORI

genitori che giocano con i figli L’adolescente ha bisogno del sostegno della sua famiglia per poter superare in modo adeguato questo periodo critico, ma allo stesso tempo, il rapporto con i genitori è difficile perché può essere vissuto come poco soddisfacente, conflittuale, privo di comprensioni. I genitori, da parte loro, possono essere incerti su quale sia il modo migliore per stare vicino al figlio, perché possono sentirsi inadeguati e rifiutati o essere vittime di paure irrazionali di fronte alle richieste di autonomia dei loro ragazzi.
La relazione che si sviluppa tra genitori e figli è influenzata dalla società e dai valori che essa propone:non esiste un modo di rapportarsi agli adolescenti considerato universalmente giusto, ma dipende dal periodo storico che si sta vivendo. Ad esempio, i cambiamenti avvenuti nella società, quali l’ingresso nel mondo del lavoro delle donne, l’innalzamento dell’età della scuola dell’obbligo, l’aumento della percentuale dei giovani che conseguono una laurea, la possibilità di dedicare tempo ai propri hobby, hanno fornito ai ragazzi maggiori possibilità di socializzazione al di fuori del contesto familiare, mettendo in secondo piano la funzione genitoriale in tale ambito.
Attualmente, l’adolescenza non può essere considerato come il periodo caratterizzato dalle prime richieste di autonomia, perché esse sono già presenti fin dall’infanzia. I bambini, sin dall’asilo nido, attraverso le attività extradomestiche, si ritagliano degli spazi tutti loro. In adolescenza la necessità di essere autonomi si fa più impellente rispetto all’età precedente, in concomitanza alla costruzione della propria identità e al bisogno di differenziazione dalle figure parentali. Essere genitori di un figlio adolescente implica accettarne il bisogno di separazione pur rimanendo disposti a fornire sostegno psicologico, in quanto l’allontanamento non deve portare alla rottura dei rapporti con la famiglia d’origine, ma deve essere vissuto come necessario momento di crescita.
Con la crescita del ragazzo il rapporto genitori-figlio acquisisce delle caratteristiche sempre più paritarie. Ciò è reso possibile dall’acquisizione da parte del figlio della capacità di ragionare in termini astratti e riflessivi, nonché dall’aumentata esperienza della vita. I genitori devono avere la capacità di essere flessibili e di cambiare le modalità comunicative fin’ora adottate:se gli adulti pretendono di mantenere il rapporto maturato con il figlio in epoca infantile si rischia di essere esasperati dalle continue richieste e provocazioni da parte del ragazzo, con un conseguente rischio di rottura dei rapporti.
i maschi e le femmine hanno un modo differente di relazionarsi con il padre o la madre:

genitore che litiga col figlio

Le comunicazioni conflittuali con entrambi i genitori sono piuttosto frequenti e sono una delle conseguenze del tentativo del figlio di allontanarsi da loro. Studiosi interessati alla psicologia sociale hanno messo in luce come gli stili relazionali dei genitori si basino principalmente su due dimensioni:l’accettazione ed il controllo. L’accettazione consiste nell’apprezzare il figlio per quello che è, valorizzandone le qualità senza pretendere che assomigli ai genitori. Il controllo consiste nel guidare il ragazzo, sostenerlo e stimolarlo, dargli consigli. A seconda di quanto è presente ognuna delle due dimensioni all’interno della relazione, originerà differenti stili educativi:

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