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Le interazioni con i coetanei hanno grande valore già dall’infanzia, ma durante il processo di crescita
diventano fondamentali. In piena adolescenza diminuisce il numero di veri amici, si privilegiano i
rapporti con pochi coetanei, si dà importanza crescente agli aspetti psicologici dell’amicizia, in
particolare all’autenticità, all’intimità, all’accettazione reciproca e alla condivisione di gusti,
valori e aspirazioni. Il sesso dell’adolescente differenzia il modo di vivere i rapporti amicali.
Per i maschi è importante fare delle attività insieme agli amici, mentre per le femmine
è importante scambiarsi confidenze. Le ragazze considerano basilare sentirsi comprese dalle amiche e
le loro relazioni sono contraddistinte da maggiore intimità, i ragazzi sono più riservati.
Comunemente gli adolescenti si aggregano in “gruppi”, costituiti da un nucleo di coetanei impegnati
in una relazione intensa e continuativa, fondata sulla condivisione di esperienze e interessi considerati
importanti per il singolo e per il gruppo. Ogni gruppo definisce i ruoli e le regole interne, chi tiene
a esserne membro non può sottrarsi alle norme che lo caratterizzano. Le regole possono riguardare il
gergo da utilizzare, il modo di vestire, modalità di condotta che differenziano chi è dentro da chi
è escluso. Il contenuto delle regole, gli obiettivi quotidiani e la struttura gerarchica sono
influenzati dall’ambiente sociale di appartenenza dei membri.
Le regole del gruppo non sono fissate una volta per tutte, ma possono variare con il subentrare di
nuovi membri. Non tutte le norme sociali sono rispettate, i comportamenti considerati appropriati
sono definiti in base al contesto e ai valori di riferimento dei membri:ad esempio, per alcuni gruppi,
la regola è il mancato rispetto di alcune norme sociali e una condotta socialmente trasgressiva è
considerata normale, un membro che non assuma tale comportamento non viene accettato nel gruppo ed
è visto malevolmente.
I gruppi si distinguono in informali o formali, a seconda di alcune caratteristiche
che li differenziano:
* i gruppi informali
sono in genere composti da un numero ristretto di persone, in genere non
più di venti, si formano in modo spontaneo, la coesione tra i membri è data dall’intensità della
comunicazione e della relazione. Nei gruppi informali si condivide il tempo libero senza perseguire
delle specifiche attività. La costituzione di gruppi informali riguarda adolescenti appartenenti a
tutte le classi sociali ma all’interno del gruppo c’è omogeneità per provenienza, condizione scolastica
o lavorativa, look, linguaggio, stile di comportamento. Ogni adolescente cerca un gruppo, o si aggrega
a coetanei, che rispondano alle sue esigenze, al suo modo di essere. Le relazioni tra i membri sono per
lo più guidate da caratteristiche di personalità che da ruoli. Essi sono frequentati sia da maschi che
da femmine, con una maggiore visibilità dei primi per il semplice fatto che le ragazze, in genere, hanno
maggiori restrizioni per le loro uscite;
* i gruppi formali
sono caratterizzati dal perseguire obiettivi specifici ed al loro interno
ci sono dei membri adulti con funzione di controllo e di garanti. Nei gruppi formali ci si riferisce
a specifici valori e ci si impegna a svolgere delle precise attività, che a seconda della finalità del
gruppo possono essere sportive, religiose, politiche, culturali. Un adolescente può far parte di più
gruppi formali ed essere membro di un gruppo informale allo stesso tempo. La partecipazione ai gruppi
formali è più elevata in giovane età e tende a calare in corrispondenza dei primi anni della scuola
superiore. Crescendo, cade infatti l’interesse del giovane per le esperienze aggregative di tipo organizzato,
per minore coinvolgimento nei valori proposti, per difficoltà nel rapporto con l’educatore o per mancanza
di spazi decisionali autonomi.
Un altro fattore che differenzia i gruppi è l’età dei componenti.
Nell’infanzia e nella fanciullezza c’è maggior predisposizione a parlare con coetanei dello stesso sesso,
questo favorisce la formazione di gruppi di soli maschi o sole femmine e l’instaurarsi di relazioni
privilegiate, con l’amico o l’amica del cuore. I gruppi informali in genere nascono da un allargamento
di un gruppo amicale originario, mentre i gruppi formali già esistenti possono attrarre l’interesse
di piccoli gruppi di amici che per paura della novità preferiscono entrarvi insieme.
All’interno dei gruppi formali frequentati per molto tempo possono nascere ed evolversi rapporti
amicali preferenziali, dando la possibilità ai ragazzi di sperimentare nuovi modi di stare insieme.
Col finire della scuola media e il sorgere dell’esigenza di maggior autonomia, di contrapporsi alle
indicazioni dei genitori, il confronto con coetanei che vivono in modo diverso, si mettono in crisi
le modalità di aggregazione sperimentate in precedenza. In questo periodo di transizione si provano
modalità alternative di aggregazione, che inizialmente non sono dei veri e propri gruppi informali
perché mancano di alcune caratteristiche, quali la regolarità di frequentazione e la continuità nel tempo.
Progressivamente, il gruppo dei pari diventa un laboratorio di relazioni sociali, che permette
di sperimentare nuovi modi di rapportarsi con gli altri e di entrare in contatto con l’ambiente. La
partecipazione ad un gruppo informale può inizialmente provocare tensioni in famiglia, ma in seguito
si trova un adeguato equilibrio.
La famiglia e il gruppo sono considerati fonti di sostegno complementari per l’inserimento del
giovane nel mondo adulto:
- La famiglia si occupa di guidare il ragazzo nelle scelte che influenzeranno il futuro, quali
la scuola, il lavoro o le relazioni sentimentali “serie”.
- Il gruppo sostiene il ragazzo per i problemi relazionali momentanei (con altri coetanei,
con gli insegnanti) e nelle scelte quotidiane.
Alla fine dell’adolescenza l’esperienza gruppale perde rilevanza per lasciare spazio al rapporto di
coppia e l’aggregazione amicale finalizzata allo stare insieme è meno essenziale con l’avanzare dell’età.
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