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FAQ

INFEZIONE DA HPV

2 ragazzi che si guardano male

La quasi totalità dei casi di tumore del collo dell’utero (o cervice uterina) è associata all'infezione di un virus, il Papillomavirus umano, o HPV.
I papillomavirus umani (Hpv, dall’inglese Human papilloma virus) sono virus a Dna che si trasmettono per via sessuale e che si replicano nelle cellule dell’epidermide. Esistono oltre 120 tipi di Hpv, che si differenziano per i tipi di tessuto che infettano. Più di 40 tipi interessano l’epitelio anogenitale (cervice uterina, vagina, vulva, retto, uretra, ano, pene), e alcuni fra questi sono definiti Hpv ad alto rischio:sono quelli collegati all’insorgenza di vari tipi di tumori, soprattutto della cervice, ma anche del pene, dell’ano, della vulva e altri.
Non tutte le infezioni da HPV evolvono necessariamente verso il carcinoma.

Modalità di trasmissione
L’infezione da Hpv si trasmette soprattutto attraverso rapporti sessuali vaginali o anali con partner portatori del virus. Il rischio di contrarre il virus quindi aumenta con l’aumentare del numero dei partner sessuali. Anche altri tipi di rapporti sessuali (orali o manuali) possono essere vie di trasmissione, ma molto più raramente.
Il preservativo non azzera il rischiodi trasmissione dell’HPV, ma lo riduce e il suo utilizzo è comunque utile. bimba che si vaccina
Prevenzione, terapie e vaccino
Il pap-test è considerato il più efficace metodo di prevenzione a disposizione nei confronti del carcinoma della cervice uterina.
Il Pap-test è raccomandato in Italia ogni tre anni per le donne tra 25 e 64 anni. Il pap-test consente infatti di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma.
Come si fa un pap-test?
Il Pap-Test (noto come striscio) è un esame semplice, innocuo e non doloroso che permette di identificare, nel collo dell’utero, le alterazioni associate a infezioni o le lesioni che potrebbero trasformarsi in tumore.
Consiste nella raccolta di poche cellule dal collo dell’utero tramite una piccola spatola e uno spazzolino durante una comune visita ginecologica Queste vengono poi strisciate su un vetrino che viene inviato al laboratorio di analisi.
Il pap-test è un esame non è doloroso e richiede solo qualche secondo.

Quando si deve iniziare a fare il pap-test?
A partire dal terzo anno di attività sessuale e, comunque, dai 21 anni di età.
Per le categorie a rischio lo screening dovrebbe iniziare anche prima e prevedere controlli semestrali.
La popolazione femminile di età compresa tra 25 e 64 anni dovrebbe effettuare un Pap test ogni 3 anni.
Le donne che hanno un referto positivo al Pap test devono effettuare un approfondimento diagnostico.

Il vaccino in Italia.
Fino a poco tempo fa, l’unico modo per prevenire il carcinoma cervicale era attraverso lo screening effettuato utilizzando il Pap-test, tuttora raccomandato in Italia ogni tre anni per le donne tra 25 e 64 anni. Il pap-test consente infatti di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma.
Recentemente è stato autorizzato in Europa il primo vaccino contro l’Hpv la cui efficacia clinica è stata valutata in donne tra 16 e 26 anni.
In Italia il Consiglio superiore di sanità (Css) nella seduta dell’11 gennaio 2007 ha espresso all’unanimità il parere che la vaccinazione delle ragazze nel dodicesimo anno di vita rappresenti per il contesto italiano la migliore strategia vaccinale.
Si tratta di una novità importante nel panorama sanitario perché il cancro del collo dell’utero (o carcinoma della cervice) è, tra i tumori femminili, il secondo per frequenza a livello mondiale dopo il tumore della mammella.

In Sicilia il vaccino è fornito gratuitamente dalle strutture sanitarie pubbliche alle ragazze che hanno compiuto gli 11/12 anni.
Per le ragazze di età superiore, fino a 25 anni, il servizio pubblico da un contributo.
Questa vaccinazione è praticabile anche presso l’ambulatorio per le vaccinazioni dell’ASP di Agrigento, viale della Vittoria.

Come avviene la vaccinazione?
Il vaccino viene somministrato con una iniezione intramuscolare in 3 volte:una prima dose, la seconda dopo 2 mesi e la terza dopo 6 mesi dalla prima.
Perché la vaccinazione è raccomandata a 12 anni, se il tumore colpisce maggiormente le donne adulte?
Perché si tratta di un vaccino, ha lo scopo di prevenire l'infezione e non di curarla e quindi va somministrato prima che la persona si infetti con il virus. La certezza di non aver contratto il virus si ha solo quando la donna non ha ancora avuto rapporti sessuali (completi o non completi). L'effetto della vaccinazione diminuisce notevolmente se si è già entrati in contatto con uno dei 4 tipi di virus contenuti nel vaccino. Per questo, per tutte le donne che hanno già avuto rapporti sessuali, il Pap-Test rimane l'unica arma per prevenire i tumori del collo dell'utero.

Qual è l'efficacia della vaccinazione?
Non è nota. Nelle donne giovani, non ancora contagiate dal virus, la vaccinazione completa (tre dosi) è efficace nel prevenire la gran parte delle infezioni causate dai 4 tipi di virus contenuti nel vaccino. Ci si attende che, riducendo le infezioni, si riduca anche il numero di donne conil tumore del collo dell’utero. Su questo punto, tuttavia, ancora mancano dati.

Quanto dura l’efficacia del vaccino?
Nelle donne che hanno fatto la vaccinazione completa (3 dosi) l’efficacia si mantiene per almeno 5 anni. Al momento non si sa esattamente ogni quanto tempo saranno necessari i richiami successivi.

Se ho più di 12 anni è ancora utile la vaccinazione?
Il vaccino è stato studiato in donne fino a 26 anni, e non è raccomandato in donne di età superiore. Ogni caso va però valutato singolarmente, in relazione all’avere o meno iniziato un’attività sessuale

Se mi vaccino posso smettere di fare il Pap-Test?
No. Anche se il Pap-Test, come tutti gli esami, può creare paure e ansie in attesa della risposta, bisogna continuare a farlo. Infatti la vaccinazione da sola non basta:almeno 30% dei tumori e 10% dei condilomi si possono sviluppare nonostante il vaccino. Solo il Pap-Test, effettuato ogni 3 anni, anche in chi si è vaccinata, può permettere di identificare tempestivamente ogni lesione e di curarla prima che si sviluppi il tumore.

Quali effetti collaterali può avere la vaccinazione?
Gli studi effettuati fino a ora hanno mostrato che il vaccino è sicuro nel breve termine; gli effetti collaterali più comuni sono dolore nella zona dell’iniezione, febbre, nausea, vertigini.
E’ importante segnalare al medico eventuali reazioni avverse gravi.

Maggiori informazioni sul sito www.saperidoc.it

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