FILASTROCCHE!!!
di Valeria Nobile,
psicologa del Consultorio familiare "Centro Donna George Sand".
pubblicato il 08/04/14

Da sempre le filastrocche, con le loro rime bizzarre, incantano i bambini. Fantasiose e creative, accompagnano il bambino nel regno dei sogni, ma sono anche uno strumento utile per insegnargli a parlare, in particolare se alla parola si accompagna il gesto, mettendo così in relazione i suoni e le sensazioni fisiche. Nel recitare le filastrocche è importantissimo drammatizzare: l’espressione facciale, il gesto, il contatto fisico col bambino e l’intonazione della voce sono strumenti particolarmente importanti per imprimere le nuove parole nella mente del piccolo.
Non è necessario che il bambino sappia parlare per recitargli una filastrocca.
Le filastrocche, infatti, sono destinate ai più piccoli proprio per il loro linguaggio particolarmente semplice, per le rime ricorrenti e per la musicalità. Più che per i contenuti, si contraddistinguono per il ritmo cantilenante: un valido strumento per favorire la formazione del pensiero e crescendo, di concetti fantastici e creativi. I vari temi che affrontano le filastrocche, (animali, fiori, numeri, stagioni, ecc.), fanno sì che si trasformino in un gioco divertente ed educativo.
E' importante anche il modo con cui si recita una filastrocca perché la comunicazione è fatta anche di gestualità (le carezze e le coccole con cui si può accompagnare la recita). La mamma, quindi (o chi recita la filastrocca) deve riuscire a dare la giusta intonazione per stabilire una relazione ottimale, fatta di scambi di parole e gesti; non solo, può personalizzare o inventare la filastrocca su misura del suo bambino, inserendo per esempio tra le parole il suo nome o quello del papà, del suo pupazzo preferito piuttosto che oggetti di uso comune o di parti del corpo; come può avvenire per le ninne nanne.
Un errore molto ricorrente però è l’uso del linguaggio infantile usando parole deformate o vezzeggiativi inventati: è meglio invece usare termini reali ma semplici, frasi brevi da ripetere più volte che garantiscano l’efficacia dell’apprendimento.