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FAQ

Quando dire “NO!”
poche regole d’oro per i bimbi e per i grandi

di Valeria Nobile,
psicologa del Consultorio familiare "Centro Donna George Sand".
pubblicato il 17/03/14

bambino che gioca

Il “No” è una delle prime parole che un bambino impara a pronunciare ed è anche una delle prime che sente dai genitori.
Tra i 18 ed i 24 mesi, il piccolo comincia a percepire la necessità di affermare se stesso, cerca di fare tutto da solo, sebbene non sappia ancora ciò che vuole.
Quando il bambino inizia a dire “no”, è anche in grado di accettare un “no”. A due anni circa dice un “no” ogni tre parole ed è questo il segno che è pronto ad accettarlo anche dagli altri. In questa fase dello sviluppo è necessario stabilire delle regole, far comprendere al bambino ciò che è permesso fare e ciò che non si può. Non è sicuramente un compito facile né piacevole, ma fondamentale.
Permettere al bambino di fare tutto quello che desidera lo rende insicuro e scarsamente protetto; i nostri figli ci chiedono dei confini entro cui crescere.
Compito fondamentale per i genitori sarà quello di individuare poche ma chiare regole da condividere con tutta la famiglia e di spiegare le ragioni di tali scelte. E’ importante mostrare calma ed autorevolezza evitando lo scontro col bambino, infatti se lo si costringerà ad ubbidire ad ogni costo, invece di sviluppare la sua capacità di affermarsi, lo spingeremo a cercare nuovi possibili contrasti. Proviamo dunque a parlargli con rispetto, coinvolgendolo nelle attività ed offrendogli un’alternativa positiva.
Gestire però momenti in cui il bambino contraddice e disubbidisce in continuazione, non è facile.
Il bambino può iniziare a strillare, a gettarsi a terra, ad agitare mani e gambe, affermando saldamente di volere quell’oggetto o di non voler fare una determinata azione consigliata dalla mamma. A questo punto è importante che l’adulto rimanga calmo e non si lasci trascinare dall’ira, dalla rabbia o dal nervosismo.
Per non perdere la pazienza è importante ricordarsi del fatto che il bambino “non lo fa apposta” e non ha rancore verso di noi, sente l’impulso di difendere i propri interessi; ricordiamo che questa è l’età delle nuove e continue scoperte, dell’esplorazione, della sperimentazione! Pensateci bene, non sarebbe un problema se vostro figlio rimanesse impassibile e mostrasse indifferenza davanti ad un mondo ricco di stimoli, di colori, di suoni?
Allora proviamo ad essere chiari e coerenti portando nella nostra quotidianità sempre un pizzico di ironia e tanta pazienza!!! bambino che tiene la mano di un adulto       bambino che mostra figure ritagliate

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