Le allergie alimentari
di Lidia Craparo,
nutrizionista del "Centro Donna George Sand"
pubblicato il 24/04/14
In uno dei precedenti articoli abbiamo parlato delle Intolleranze Alimentari e di una classificazione proposta dalla
European Academy of Allergology and Clinical Immunology, che introduce la distinzione tra reazioni tossiche e non tossiche: le prime sono causate dalla presenza di tossine nell’alimento ingerito; le seconde, invece, dipendono dalla suscettibilità dell’individuo e si suddividono in
allergie e
intolleranze alimentari. Oggi parleremo delle
Allergie Alimentari.
Con il termine
“Allergia Alimentare” si intende indicare una rapida ed esagerata reazione patologica del sistema immunitario nei confronti di un alimento ingerito. Un’allergia alimentare, in genere, si scatena immediatamente, ossia subito dopo aver ingerito i cibi a cui si è allergici o, in ogni caso, entro le 24 ore dalla sua assunzione.
L'organismo dei soggetti
“allergici” è sensibilizzato nei confronti di alcune sostanze di origine alimentare, comunemente definite
allergeni o
antigeni. Dire che una persona è sensibilizzata nei confronti di un antigene di natura alimentare equivale ad affermare che il suo organismo produce anticorpi verso alcune sostanze, normalmente innocue, contenute in uno o più cibi.
Le reazioni avverse di tipo allergico sono quindi mediate dal sistema immunitario.
Le allergie alimentari possono dividersi in:
non Immunoglobulina E mediate ed in
Immunoglobulina E mediate. Queste ultime sono le più comuni, dal momento che molte manifestazioni allergiche coinvolgono le immunoglobuline di tipo E (dette IgE o reagine).
Le malattie che più spesso si associano ad allergia alimentare sono la
dermatite atopica e l’
asma. In base ai possibili quadri clinici si distinguono quattro tipi di manifestazioni cliniche che possono essere presenti anche in combinazione fra di loro:
- Gastrointestinali: sindrome orale allergica, anafilassi gastrointestinale;
- Cutanee: orticaria, angioedema, rashes morbilliformi e flushing;
- Respiratorie: rinocongiuntivite acuta, broncospasmo;
- Generalizzate: shock anafilattico.

La prevalenza dell’allergia ad alimenti
è più elevata nei primissimi anni di vita colpendo circa il 6% dei bambini con meno di tre anni di vita e diminuisce fino ai 10 anni di età. Quasi tutti i bambini che hanno l’allergia al
latte vaccino la manifestano nel loro primo anno di vita. Gli stessi bambini riusciranno a bere di nuovo il latte nell’80% dei casi entro i 5 anni di età. Circa il 35% dei bambini con allergia al latte vaccino svilupperà altre allergie alimentari nel corso della vita. Molto minori sono le possibilità di reintrodurre senza problemi l’
arachide, la
nocciola, i
molluschi ed i
pesci di mare per le persone allergiche a tali alimenti. La possibilità di sviluppare tolleranza verso gli alimenti ai quali si è allergici, inoltre, è progressivamente minore quanto più tardi, nel corso della vita dell’individuo, si sia sviluppata l’allergia alimentare.